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Catalogo ragionato dell’opera calcografica online

Sarà presto disponibile online il Catalogo ragionato dell’opera calcografica, compilato sulla base di una schedatura sistematica delle incisioni realizzate dallo scultore, condotta da Luisa Somaini e Chiara Rampoldi che hanno lavorato sul materiale d’Archivio, dove sono conservati esemplari di ogni edizione, fotografie e documenti.

Si tratta di un nuovo capitolo dell’intera catalogazione ragionata online, progetto editoriale avviato in occasione del centenario della nascita di Francesco Somaini, relativo all’intera opera su carta da lui realizzata, suddivisa in disegni, incisioni e fotografie.

La produzione calcografica dell’artista è numericamente molto esigua in confronto a quella disegnativa: Somaini ha infatti l’abitudine di affidare alla carta le varianti relative allo sviluppo di un medesimo motivo, raccolte in piccole serie di disegni talora perfino numerati in progressione. Le sue incisioni, litografie e serigrafie sono del resto sempre ricavate da disegni autografi, realizzati in diversi periodi della sua attività creativa dagli anni della formazione ai periodi concretista e informale, fino alla stagione della riflessione sul rapporto tra scultura, architettura e contesto urbano.
Per sottolineare questo stretto rapporto tra grafica e opera calcografica, l’artista appone talora una doppia data, considerando da un lato l’anno di esecuzione del disegno, dall’altro l’anno della realizzazione della tiratura. Si vedano a questo proposito le stampe intitolate Cranio di cavallo (1948-51), tirata da Aldo Galli in soli tre esemplari contraddistinti da inchiostrature più o meno insistite, e Croce stendardo (1966-2004).

Disegni via via riportati sulla matrice dagli stampatori con cui Somaini ha occasione di collaborare nel corso del tempo: dallo scultore, pittore e incisore comasco Aldo Galli (Como, 1906-Lugano, 1981), amico dell’artista, al grande incisore e stampatore Giorgio Upiglio (Milano, 1932-2013), autore di fogli di particolare raffinatezza esecutiva, senza contare altre realtà del settore, come le Edizioni Seriarte, Bora e Stamperia d’arte L’incisione.

Tra queste stampe meritano infatti particolare attenzione le acqueforti e acquetinte realizzate da Giorgio Upiglio per l’edizione del volume di poesie di Guido Ballo, intitolato L’albero poeta, che raccoglie fogli di Enrico Baj, Pietro Cascella, Alik Cavaliere, Roberto Crippa, Lucio Fontana, Gastone Novelli, Achille Perilli, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Francesco Somaini, edito nel 1966 dalla Galleria Schwarz di Milano, di cui un esemplare è conservato nelle raccolte del MoMA – Museum of Modern Art di New York (Monroe Wheeler Fund). L’abilità dello stampatore emerge anche nella resa dei raffinati effetti degli inchiostri di china dilavati, realizzati su carta da Somaini, con la tecnica dell’acquatinta. Si veda, a questo proposito, Albero della vita (1991) realizzato per conto della Fondazione Floriani in occasione del Premio Milano Immagine 1990.

Incisioni di Somaini sono inoltre conservate in alcune istituzioni pubbliche e private, non solo italiane, tra cui si segnalano la Biblioteca Comunale di Como, il Museo d’Arte Moderna di Bologna, il Liceo Galvani di Bologna, la Fondazione Floriani di Milano e l’Archivio del Moderno di Balerna (Lugano).

I materiali digitalizzati, il cui inserimento nella piattaforma online è stato affidato a Martina Mangia, sono ora disponibili sulla pagina Catalogue Raisonnè di questo sito.

F. Somaini, Figura di fuoco, 1965-66, acquaforte e acquatinta su carta, realizzata da Giorgio Upiglio per L’albero poeta, ed. Galleria Shwarz, Milano 1966. Prova d’artista conservata presso l’Archivio Francesco Somaini.

La tecnica sperimentale utilizzata dall’artista, che nel disegno originale a inchiostro di china interviene bruciando i bordi del foglio, viene evidenziata in questa stampa, mantenendo l’irregolarità dei margini dell’immagine posta all’interno della battuta della lastra, più o meno sottolineati cromaticamente.

Corpo Urbano: dalla scultura alla città. Scritti polemici (1970-1982)

a cura di Fulvio Irace
Johan&Levi editore

Questo volume raccoglie i principali scritti dello scultore Francesco Somaini (1926-2005), che dedicò una delle sue stagioni creative più felici al tema della città. Pioniere dell’arte urbana in Italia e in Europa, Somaini ha portato avanti la sua ricerca superando le tradizioni artistiche precedenti, influenzato soprattutto dall’architettura americana a partire dagli anni sessanta e settanta, in seguito alla sua mostra personale a New York e dei suoi progetti di sculture monumentali ad Atlanta, Baltimora e Rochester.

La sua esperienza all’estero avviene in un periodo cruciale, caratterizzato da un forte impegno sociale e politico nei confronti della realtà delle metropoli. Le sue edizioni dei classici della sociologia e dell’urbanistica sono gremite di riflessioni annotate ai margini; le sue trattazioni teoriche, veri e propri manifesti, criticano apertamente la modernità e il simbolismo asettico dell’International Style, con le sue utopie megastrutturali e la devastazione del territorio antropizzato sotto la spinta dell’industrializzazione. Somaini auspica, non senza una certa urgenza, che la scultura compia finalmente l’atto decisivo e diventi critica sociale, con l’obiettivo di una ri-sacralizzazione degli spazi pubblici.

Affida così le sue idee progettuali a dichiarazioni di poetica, lezioni, convegni, ma anche a disegni di grande forza immaginifica e ai fotomontaggi, medium d’elezione per le sue proposte di intervento plastico urbano. Attraverso un’accurata selezione di testi, appunti e schizzi inediti, Fulvio Irace offre una sintesi e una contestualizzazione del percorso originale del maestro lombardo e del suo contributo al dibattito internazionale sul futuro delle città.

In libreria dal 20 febbraio 2026.

Catalogo ragionato della pittura online

È da oggi disponibile online il Catalogo ragionato della pittura, compilato sulla base di una schedatura sistematica dell’opera pittorica dello scultore, condotta da Luisa Somaini e Chiara Rampoldi che hanno lavorato sul materiale d’Archivio, dove sono conservati elenchi dei dipinti realizzati e un’ampia documentazione fotografica d’epoca degli stessi. Schedatura che ha condotto anche alla realizzazione di una esposizione dedicata a questo ambito di ricerca creativa, allestita presso la Fondazione Somaini di Milano nel 2023.

Si tratta del primo capitolo della catalogazione ragionata online, on-going, dell’intera attività creativa dell’artista suddivisa in opera grafica, calcografica, fotografica, arti applicate, collaborazioni con gli architetti (vetrate, graffiti parietali, mosaici pavimentali), senza contare gli scritti di poetica.

La produzione pittorica dell’artista, svolta esclusivamente tra il 1950 e il 1965, si attesta intorno ai 200 titoli, legati all’ideazione di motivi plastici (talora anche alla ripresa di sculture già realizzate, come nel caso dell’Agricola del 1955) e alla progettazione di lavori per l’architettura (graffiti parietali e mosaici pavimentali).
Questi ultimi qui non contemplati perché destinati ad una specifica sezione del catalogo generale online dell’opera di Somaini, riservato alle collaborazioni con gli architetti, denominata nelle avvertenze “Studi progettuali”.

Nell’arco temporale in questione, l’artista attraversa diverse fasi creative, dall’aggiornamento alle avanguardie d’Oltralpe al Concretismo europeo (segnato dall’adesione al MAC-Espace) e all’adesione all’Informale. Stagioni nel corso delle quali lo scultore sperimenta personali tecniche pittoriche, come il graffito e la tecnica mista su tavola o la fiamma ossidrica e smalto su lastra metallica, senza dimenticare gli inchiostri dilavati su tela delle ultime prove. Tecniche legate alle originali pratiche scelte da uno scultore “per levare”, come Somaini, che dalla metà degli anni Cinquanta si serve di strumenti arroventati per scavare il blocco di cera e in seguito adotta il getto di sabbia a forte pressione per scavare la materia, che si tratti di cera, gesso, resina o marmo.

Alcuni dipinti accanto alla firma e alla data presentano un numero d’ordine progressivo, metodo utilizzato da Somaini anche per “registrare” le sue sculture, e talora anche i disegni, relativamente ad un determinato arco d’anni, vale a dire dalla seconda metà degli anni Cinquanta alla metà del decennio successivo, quando viene sostituito da una sigla alfabetica.
Alcune tavole fanno parte di piccole serie che documentano l’attitudine dell’artista di procedere allo sviluppo formale di un determinato motivo in sequenza. Serie segnalate anche dalla progressione del numero d’ordine che figura accanto alla firma e alla data. Si veda in proposito lo sviluppo della ideazione del motivo della serie delle Verticali del 1957.

In alcuni dipinti del 1957-1958 Somaini interviene con stesure di materia bituminosa (“alte paste” date a spatola) sull’impianto grafico del motivo. Questa pratica, che segnala un più insistito avvicinamento all’Informale, viene impartita tra la fine del 1957 e i primi mesi del 1958.

Dalla metà degli anni Sessanta l’autore decide di non dedicarsi più alla pittura e di trasferire alcune tecniche pittoriche al disegno su carta, servendosi del pennello per le stesure degli inchiostri di china, inaugurando una originale tecnica, denominata dall’artista con il termine “inchiostro dilavato”.

Per quanto riguarda i colori impiegati nella pittura, si notano alcune costanti: meritano attenzione le gamme cromatiche dei rosa, degli azzurri, dei grigi, del nero profondo, dei rossi, dei gialli acidi e delle infinite variazioni dei bruni, di cui si ha riscontro anche nella grafica.
Questa sensibilità pittorica procede di pari passo con la scelta dei materiali per la scultura, come il conglomerato ferrico ossidato (da lui brevettato nel 1955), oppure le leghe metalliche predilette, come il piombo, il ferro, il peltro, oppure le patine o i bagni impiegati per la finitura delle fusioni in bronzo, e più tardi i marmi, come il Rosa del Portogallo e il Giallo di Siena.

I graffiti su tavola sono inoltre un importante campo di sperimentazione per il successivo sviluppo di una grammatica chiaroscurale, che nella stagione informale diventa peculiare cifra stilistica della scultura di Somaini, consistente nella politura di determinate parti atte a riflettere la luce. In un primo momento imposta per evidenziare esternamente il disegno del motivo, e successivamente praticata per sottolineare in senso simbolico l’intervento per via di levare dell’artista.

I materiali digitalizzati, il cui inserimento nella piattaforma online è stato affidato a Maddalena Mazzola, sono ora disponibili sulla pagina Catalogue Raisonnè di questo sito.

Studio per una scultura, 1957
graffito e tecnica mista su tavola
Pisa, Gabinetto Disegni e Stampe dell’Università di Pisa / Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi
(dono di Somaini a Ragghianti per la Raccolta di grafica moderna dell’Università di Pisa)

Francesco Somaini, scultore e pittore, in alcuni studi mostra un’esigenza profonda di spogliare, di andare alla radice essenziale delle cose: la capacità di sondaggio di un organismo si accompagna a un eguale capacità di sintesi, che porta le sue immagini verso la calma monumentale di una compagine architettonica; ma lo sviluppo della forma, sorgente e come nascente da uno spazio partecipe con una scoperta vibrazione di vitalità, mantiene un tormento a volte tagliente, che si accentua nei disegni.
C. L. Ragghianti, in Mostra di 60 maestri del prossimo trentennio, cat. della mostra (Prato, Salone di Apollo, settembre-ottobre), Firenze 1955, p. 28.

“Le opere del giovane Francesco Somaini sono tavolette dipinte con inchiostri colorati. Ogni tavola può essere considerata l’abbozzo per una statua. Egli dipinge volumi nello spazio con segni vibranti e fervida fantasia; sa cogliere, dagli elementi della natura, alcuni aspetti che nessuno aveva mai visto prima di lui”.
M. Radice, La mostra di “Bianco e Nero” al Broletto, in “La Provincia”, Como, 6 novembre 1956.

“Lo studio di Somaini si riferisce più alle sue ricerche plastiche, come sempre feconde, che non ad un vero impegno pittorico; ed è opera eseguita con sicurezza di percezione compositiva”.
P. C. Santini, Giovani pittori italiani ad Alessandria, in “Comunità”, Milano, gennaio 1958, pp. 60-61.

“Questi lavori su carta sono inseparabili dalla efficacissima suite di dipinti di quello stesso 1957 – a mio modo di vedere, una delle più compiute serie dell’autore – in cui si riprendono temi e motivi formali in una declinazione sobriamente policroma. È davvero difficile stabilire uno status a questi lavori, che sembrano oscillare dall’ ‘appunto grafico parziale’ alla ‘rilettura critica della scultura già compiuta’”.
A. Del Puppo, Disegno, spazio, scultura, in Somaini e Milano, cat. della mostra (Milano, Palazzo Reale, Museo del 900, Fondazione Francesco Somaini Scultore, 1 luglio-11 settembre), Milano 2022, p. 37.

“Nel corso di quella stessa estate [1957], a Chianciano, Somaini realizza una serie di dipinti di piccole dimensioni nella quale vengono ribaltati molti degli assunti su cui si era fino a ora fondata la sua produzione pittorica. Non si tratta più di d’après finalizzati all’ambientazione di sculture – o di idee per sculture – quanto piuttosto di vere e proprie invenzioni grafiche e pittoriche atte a sperimentare nuove soluzioni formali che sarebbero poi state dispiegate nelle sculture realizzate negli anni successivi”.
Duccio Nobili, La mossa del cavallo. Il ruolo della pittura nella “svolta informale” di Francesco Somaini, in Francesco Somaini. Immaginare scultura/La pittura (1950-1965), cat. della mostra (Milano, Fondazione Francesco Somaini Scultore, 2 marzo-30 settembre), Cinisello Balsamo 2023, pp. 27, 29.

“Utilizzando un’espressione che non sarebbe stata mai più impiegata così apertamente dalla critica nei riguardi di Somaini, nella prefazione in catalogo Ragghianti definiva l’artista lombardo come «scultore e pittore», mettendo quindi sullo stesso piano le due attività, sebbene fino a quel momento quest’ultimo
si fosse presentato solo ed esclusivamente come scultore. Si tratta di un’intuizione critica importante, che probabilmente indurrà lo stesso Somaini a prendere consapevolezza e a proporre insieme i propri dipinti, disegni e sculture, nelle personali e collettive della seconda metà degli anni cinquanta, in cui si assiste alla maturazione del suo linguaggio plastico di matrice astratta e al suo sviluppo in direzione informale. Attraverso la presentazione di vari mezzi espressivi, nel pieno della stagione informale dove la pittura rappresentava sicuramente il medium più immediato per esprimere l’urgenza esistenziale, l’artista invitava l’osservatore a seguire lo sviluppo di un’idea primigenia di forma sul piano – nel disegno e nella pittura quindi – e il suo successivo compimento nella materia plastica, con lo scopo di
rilevare, in seconda battuta, le affinità e le differenze sotto vari aspetti: a livello di invenzione formale, spaziale, ma anche di caratteristiche coloristiche e chiaroscurali”.

Emanuele Greco, «Francesco Somaini, scultore e pittore»: qualche riflessione sul rapporto tra Ragghianti e Somaini negli anni cinquanta, in Francesco Somaini. Immaginare scultura/La pittura (1950-1965), cat. della mostra (Milano, Fondazione Francesco Somaini Scultore, 2 marzo-30 settembre), Cinisello Balsamo 2023, pp. 16-17.


Catalogo ragionato della scultura

Prima importante iniziativa della Fondazione Francesco Somaini è l’edizione del Catalogo ragionato della scultura, curato da Enrico Crispolti, il critico e storico dell’arte che ha seguito la vicenda creativa di Somaini a partire dal 1956, e da Luisa Somaini, pubblicato dall’editore Skira di Milano.

Una grande impresa di sistemazione catalogica dell’opera plastica realizzata dal Maestro in oltre sessant’anni di intensa ricerca, raggiunta attraverso l’ordinamento delle schede d’identità delle singole sculture entro capitoli relativi ai maggiori momenti e cicli, corredati dai più significativi documenti, testi critici e scritti di poetica in lingua originale, a ciascuno relativi.

Frutto del monumentale e capillare lavoro di catalogazione, archiviazione e documentazione di autenticità svolto dagli autori, il Catalogo rappresenta la più completa e avanzata pubblicazione esistente su questo fondamentale aspetto dell’opera dell’artista. Ordinato cronologicamente e tematicamente, è suddiviso secondo le diverse tipologie operative che si riscontrano nel corso dell’amplissima attività creativa dell’artista. Offre quindi un nuovo punto di vista privilegiato per conoscere a tutto tondo l’intero sviluppo della sua carriera, da cui emerge la straordinaria ricchezza delle opere che lo hanno reso internazionalmente famoso, nonché la grande varietà dei diversi cicli che hanno costituito la sua attività creativa.

Costituito da oltre 700 pagine, presenta in apertura un ampio saggio recente di Enrico Crispolti,  un’accurata antologia critica e ulteriori approfondimenti storico-artistici a cura di Luisa Somaini. Testi pubblicati anche in versione inglese. Completamente illustrato in bianco e nero con ampi inserti di immagini a colori, il Catalogo comprende oltre 2500 opere realizzate tra il 1936 e il 2001, accompagnate da schede che ne offrono una puntuale analisi bibliografica ed espositiva. Il volume è inoltre corredato da ampi apparati bio-bibliografici.

Pubblicato nel 2021.



Catalogo ragionato dell’opera pittorica grafica calcografica e fotografica

Catalogo ragionato delle opere per l’architettura e il contesto urbano

La Fondazione procede nell’attività di catalogazione dell’opera del Maestro, per quanto riguarda l’opera pittorica, grafica, calcografica, fotografica e dei lavori realizzati per l’architettura e il contesto urbano (mosaici pavimentali, vetrate, concorsi, opere di arte applicata e design).

Collezionisti e istituzioni museali che possiedono opere di Somaini sono pregati di inviare a questo ufficio la scheda di catalogo debitamente compilata in tutte le sue parti insieme a fotografie pubblicabili delle stesse.

Per informazioni scrivere a fondazione.somaini@gmail.com.